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GUIDA

Come scrivere un piano blackout per un comune o un’organizzazione

Un blackout prolungato porta via telefoni, acqua, riscaldamento e pagamenti elettronici, uno dopo l’altro. Questa guida spiega cosa mettere in un piano blackout comunale, partendo da quanto accaduto in Italia nel 2003 e dalle regole del PESSE di Terna, con una sequenza oraria da adattare.

Ultima verifica 2026-10-30

Quali ipotesi deve fare il piano

Il piano blackout appartiene alla fase PREPARE del ciclo della preparazione: si scrive in un giorno tranquillo, si rilegge alla luce di una torcia e deve essere abbastanza breve da funzionare su carta. Fa parte del piano comunale di protezione civile previsto dall’art. 12 del D.Lgs. 1/2018, che affida al Sindaco anche l’informazione alla popolazione.

Il riferimento italiano è la notte del 28 settembre 2003. Il rapporto finale UCTE racconta il ripristino così: quasi tutto il Nord rialimentato prima delle 8:00, il Centro verso le 12:00, il resto della penisola alle 17:00, la Sicilia completamente alle 21:40. Circa diciotto ore in tutto, per un collasso nato da guasti su linee in Svizzera; un evento che danneggia gli impianti in Italia potrebbe richiedere molto di più. Non abbiamo trovato uno scenario nazionale pubblicato con una durata massima, quindi la scelta spetta a Lei: consigliamo di pianificare almeno 72 ore e di verificare cosa accadrebbe a sette giorni, soprattutto se il territorio dipende da una sola linea o se l’evento coincide con neve o alluvione.

Il piano deve coprire due eventi diversi. Il blackout improvviso arriva senza preavviso e, dopo poche ore, senza comunicazioni affidabili. I distacchi programmati del PESSE sono l’opposto: turni noti in anticipo, ripetuti, con intervalli in cui ricaricare e fare rifornimento. Resta il fatto che la gestione ordinaria del guasto spetta al distributore: il Comune entra in gioco quando il problema persiste o crea disagio serio, come ricorda il Dipartimento della Protezione Civile.

Cosa si ferma e quando

SISTEMACOSA DICONO LE FONTICOSA DEVE SCOPRIRE
Celle mobiliNon abbiamo trovato tempi ufficiali di autonomia. IT-alert stesso richiede che il telefono sia acceso, carico e abbia campo.Quali siti coprono le Sue sedi, e chi tra gli operatori dichiara un gruppo elettrogeno
Internet e telefonia fissaLa linea in fibra dipende dall’alimentazione in casa o in ufficio. La guida comunale di Ravenna invita a non intasare le linee e ad ascoltare la radio.Se centralino, router e PC del COC hanno un gruppo di continuità, e per quante ore
Acqua e fognaturaNessun dato generale: dipende dal gestore idrico e dalle quote degli impianti.Quali sollevamenti servono il territorio, e quali autobotti potrebbe inviare il gestore
RiscaldamentoLe caldaie a gas moderne si fermano senza corrente per pompe e regolazione. Il rischio cresce per anziani e persone assistite.Quali edifici restano caldi senza rete, e quali possono diventare punti di assistenza
CarburanteI distributori stradali usano pompe elettriche. La Delibera CIPE non li mette tra le forniture escluse dai turni.Quanto carburante ha in sede, e da chi lo avrebbe in emergenza
PagamentiPOS e sportelli automatici dipendono da corrente e rete.Come pagare fornitori e assistere le persone con contanti o a credito
Alimenti e farmaciL’ISS indica di gettare i cibi deperibili rimasti sopra i 4°C per più di due ore, e di tenere chiuso il congelatore.Chi conserva vaccini, insulina e altri prodotti da catena del freddo

I distacchi a rotazione del PESSE

Il Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico nasce da una delibera CIPE del 1979 ed è oggi l’Allegato A.20 del Codice di Rete di Terna, aggiornato nel 2018 e nel 2023. Terna ne chiede l’attuazione, i distributori eseguono. Serve a evitare interruzioni incontrollate quando manca produzione, e può essere usato anche localmente per sovraccarichi o problemi di tensione.

Le utenze sono divise in 20 gruppi di distacco: 15 distaccabili, 5 no. I livelli di severità sono cinque, da almeno il 4,5% al 22,5% del fabbisogno del distributore, e ogni livello comprende i precedenti. Ciascun turno di rischio dura 90 minuti; nel caso più gravoso un gruppo può restare senza corrente fino a tre volte al giorno, per un massimo di 4 ore e mezza. Di norma i distacchi avvengono tra le 7:30 e le 21:00 con l’ora solare e tra le 9:00 e le 22:30 con l’ora legale, ma Terna può chiederli fuori da queste fasce.

Il preavviso va messo per iscritto nel piano. Nei periodi critici Terna comunica di norma il venerdì la situazione della settimana successiva, e dal 2023 può preallertare fino a 2 giorni prima. Con una pre-allerta in corso, ogni giorno entro le 15:00 aggiorna la previsione per l’indomani e conferma o revoca entro le 19:00. L’ordine ai distributori parte con almeno 30 minuti di anticipo, e in un’emergenza improvvisa quei 30 minuti possono essere l’unico avviso. I distributori informano Prefetture, Regioni e Comuni: controlli chi riceve quel messaggio nel Suo ente.

Ogni distributore deve avere una sezione del sito dedicata, dove trovare il gruppo a partire dal POD; su e-distribuzione il gruppo compare anche nel menu del contatore. Ireti precisa che un gruppo segue la linea di media tensione, quindi due sedi vicine possono trovarsi in gruppi diversi. Faccia la verifica sede per sede. Quanto alle esclusioni, la delibera CIPE cita ferrovie e trasporti, grandi porti e aeroporti; Areti aggiunge gli ospedali tra le utenze di primaria importanza. Il documento di Terna è netto: la continuità non è garantita a nessuna categoria, e chi non può restare senza corrente deve dotarsi di propri gruppi di continuità.

Siti critici, alimentazione di riserva e carburante

Parta da una riga per sito: case di riposo, ambulatori, farmacie, sala del COC, magazzini comunali, scuole che fanno da area di accoglienza, e persone a domicilio con apparecchi elettromedicali. Per ogni riga annoti:

  • Cosa fa il sito e chi ne dipende, in una riga.
  • Carico in kW dei circuiti indispensabili, misurato e non stimato.
  • Fonte di riserva, capacità del serbatoio e ore di autonomia a quel carico.
  • Fornitore di carburante, percorso di consegna e cosa accade se anche lui è senza corrente.
  • Chi ha le chiavi e chi sa avviare il gruppo elettrogeno alle 3 di notte.
  • Se un generatore mobile può collegarsi, e con quale presa.
  • Gruppo PESSE e livello di severità in cui rientra.

Informare la popolazione senza internet

Conti sulla radio a pile, che Io non rischio include nel kit di emergenza, e chieda alle emittenti locali come resterebbero in onda. Il Comune aggiunge i dettagli che nessuno trasmetterà da Roma: dove sono i punti di assistenza, quando arriva l’autobotte, in quali vie cade il prossimo turno. IT-alert non va dato per scontato: è operativo solo per alcuni rischi, e i blackout non sono tra questi.

Scelga un ritmo fisso, per esempio avvisi aggiornati alle 9:00 e alle 17:00 sempre negli stessi punti, così le persone sanno quando tornare. Funzionano bacheche, negozi aperti, parrocchie, altoparlanti della polizia locale e volontari che bussano a chi non può uscire. La guida al piano di comunicazione d’emergenza spiega come restano in contatto i soccorritori, e un piano PACE fissa l’ordine delle alternative.

Punti di assistenza

Un punto di assistenza è una stanza calda con persone che sanno cosa sta succedendo. Servono riscaldamento o corrente di riserva, acqua, una soluzione per i servizi igienici, ricarica dei telefoni, primo soccorso e un registro cartaceo di chi arriva e di cosa ha bisogno. Scelga gli edifici in anticipo, a distanza pedonale dalle persone fragili, e stabilisca chi apre ciascuno. Ripeta negli avvisi le regole di sicurezza: generatori e fornelli solo all’aperto, come raccomanda l’ISS per il monossido di carbonio, mai collegati direttamente all’impianto di casa. Chi dipende da un apparecchio salvavita si rivolge al 118 o ai servizi sociali.

Esempio di sequenza per le ore 1, 6, 24 e 72

ORACOORDINAMENTOSITI E PERSONEPOPOLAZIONE
1Apra il diario su carta. Verifichi l’estensione con il distributore e la sala operativa regionale. Consideri l’evento lungo finché non sa il contrario.Contatti i siti dell’elenco per telefono, poi di persona. Verifichi l’avvio dei gruppi elettrogeni.Primo avviso alle bacheche. Invito ad ascoltare la radio.
6Attivi il COC se non è già aperto. Fissi il ritmo delle riunioni. Conti il carburante e calcoli le ore residue. Spenga i carichi non indispensabili.Visiti le persone con apparecchi elettromedicali. Sposti i prodotti della catena del freddo.Apra il primo punto di assistenza prima del buio. Secondo avviso.
24Cambio turno. Chieda a Prefettura e Regione ciò che non riesce a reperire.Primo giro di carburante ai siti prioritari. Nelle case di riposo controlli anche il personale, oltre alla corrente.Indicazioni su acqua e igiene. Modalità per contanti e rifornimenti.
72Decida chi deve spostarsi. Pianifichi un’altra settimana, se il gestore non dà tempi certi.Valuti il trasferimento dove riscaldamento o assistenza non reggono.Volontari a turno e aiuti da altri comuni. Avvisi quotidiani.

Verifica annuale del piano

Dotazioni

  • Faccia girare ogni gruppo elettrogeno a carico reale e misuri il consumo.
  • Provi radio, torce e caricabatterie indicati nel piano.
  • Controlli che mappe cartacee ed elenchi contatti siano aggiornati e nella borsa di emergenza.

Persone e documenti

  • Confermi per nome chi ha le chiavi e chi lo sostituisce.
  • Aggiorni l’elenco delle persone con apparecchi elettromedicali, con il responsabile della protezione dati.
  • Ricontrolli i gruppi PESSE, che il distributore può modificare.
  • Svolga un’esercitazione da tavolo sulla sequenza oraria e inserisca ogni lezione nel piano con un responsabile.
Dove aiuta Sinkaos

Sinkaos conserva siti critici, dotazioni e carburante nel Suo world model, così il piano diventa un insieme di dati su cui esercitarsi. Le app funzionano offline, un server locale gestisce l’operazione senza internet e il sistema store and forward invia per primi i testi critici appena torna un collegamento. Nulla di tutto questo sostituisce radio, carta e una batteria carica. Veda Sinkaos per il Centro operativo comunale.

Domande sul piano blackout

Quanto tempo deve coprire un piano blackout?
Non abbiamo trovato una durata fissata a livello nazionale. Nel 2003 la Sicilia è tornata completamente alimentata dopo circa 18 ore. Consigliamo almeno 72 ore, con una verifica a sette giorni.
Il PESSE è mai stato attivato?
Non possiamo indicare con certezza l’ultima applicazione nazionale. Lo stato attuale si legge sul sito del distributore, dove la sezione PESSE riporta se il piano è attivo.
La mia sede è esclusa dai distacchi?
Lo dice il distributore, a partire dal POD. Le esclusioni sono limitate, e il Codice di Rete avverte che anche le utenze privilegiate devono prevedere una propria alimentazione di riserva.
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