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GUIDA

Il ciclo della preparazione: conoscere il territorio e tenerlo aggiornato

Le squadre che migliorano da un’operazione all’altra lavorano in un ciclo. Conoscono la propria area, si preparano, pianificano, organizzano le risorse, si addestrano, conducono l’operazione, si adattano, imparano e infine correggono ciò che sanno. Questa guida percorre le fasi una per una e si ferma sul punto in cui il ciclo di solito si interrompe.

Ultima verifica 2026-10-25

Dieci fasi in un solo ciclo

Chi si occupa di emergenze disegna la preparazione come un cerchio da decenni. In Italia il Codice della protezione civile (d.lgs. 2 gennaio 2018, n. 1) definisce all’articolo 2 le attività di protezione civile come quelle volte alla previsione, alla prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento. Sinkaos usa un ciclo più fitto, di dieci fasi, perché il lavoro di un responsabile tra un’operazione e l’altra è molto più vario di una sola voce chiamata «prevenzione».

  • KNOW (conoscere). L’area, i siti, gli edifici, i rischi, le persone e le attrezzature come sono oggi.
  • PREPARE (prepararsi). Schede, alternative e liste di controllo scritte prima che succeda qualcosa.
  • PLAN (pianificare). Un’operazione precisa, con settori, percorsi, ruoli, compiti e un piano B.
  • RESOURCE (organizzare le risorse). Le persone giuste, con abilitazioni valide, e attrezzature che funzionano.
  • TRAIN (addestrarsi). Esercitazioni costruite sui piani veri, nei luoghi veri.
  • EXECUTE (eseguire). L’operazione.
  • ADAPT (adattarsi). Il passaggio all’alternativa preparata quando le condizioni cambiano.
  • LEARN (imparare). Il debriefing: cosa era previsto, cosa è successo e perché le due cose non coincidono.
  • CHANGE THE WORLD MODEL (cambiare il modello del mondo). Le constatazioni rientrano in ciò che la squadra sa.
  • REPEAT (ripetere). L’operazione successiva parte da lì.

Che cos’è il modello del mondo

Il modello del mondo è il quadro condiviso che una squadra ha del proprio territorio e che conserva tra un’operazione e l’altra: mappe e planimetrie, vie di accesso e rischi, telecamere e sensori, chi è abilitato a fare cosa e quali attrezzature sono pronte. Nella maggior parte delle organizzazioni è sparso tra una cartella condivisa, un foglio di calcolo con i contatti, qualche mappa plastificata e la memoria di due persone esperte.

Ogni fase del ciclo attinge da lì. Un piano vale quanto la mappa su cui è stato disegnato, e un turno quanto i registri delle abilitazioni che ci stanno dietro. Per questo la nona fase ci scrive dentro.

Le dieci fasi accanto alle attività del Codice della protezione civile

FASE SINKAOSATTIVITÀ DEL CODICECOSA LASCIA DIETRO DI SÉ
KNOWPrevisioneUn atlante aggiornato di siti, rischi, persone e attrezzature
PREPAREPrevenzione non strutturale (pianificazione)Schede, alternative, liste di controllo
PLANPrevenzione non strutturale (pianificazione)Un piano operativo con alternative e condizioni di attivazione
RESOURCEPrevenzione non strutturaleUn turno approvato e un pacchetto missione su ogni telefono
TRAINPrevenzione non strutturale (esercitazioni, formazione)Registri delle esercitazioni e abilitazioni in corso di validità
EXECUTEGestione dell’emergenzaUna cronologia dell’operazione con data e ora
ADAPTGestione dell’emergenzaDecisioni con l’ora e il motivo
LEARNSuperamento dell’emergenza, debriefingConstatazioni con prove e un responsabile
CHANGE THE WORLD MODELRevisione e aggiornamento della pianificazione (art. 18), poi di nuovo previsioneMappe, piani, addestramento ed elenchi delle attrezzature aggiornati
REPEATTutte, un’altra voltaUn punto di partenza migliore

Dove il ciclo si interrompe

Quasi sempre tra LEARN e CHANGE. Il debriefing si fa, qualcuno scrive una relazione, e le constatazioni restano lì. Il Codice chiede altro: l’articolo 18 vuole che la pianificazione di protezione civile stabilisca i meccanismi e le procedure per la propria revisione e il proprio aggiornamento, per l’organizzazione delle esercitazioni e per l’informazione alla popolazione. Per classificare le esercitazioni per scala (esercitazione di protezione civile, full-scale, table-top) le regioni rimandano alla circolare del Capo Dipartimento del 28 maggio 2010, e la Regione Lazio, per esempio, chiede che il documento di impianto preliminare preveda una riunione finale di debriefing. Anche a livello nazionale il Dipartimento della Protezione Civile chiude le grandi esercitazioni allo stesso modo: dopo Exe Flegrei 2024 il debriefing del 13 novembre 2024 a Pozzuoli ha passato in rassegna punti di forza e criticità dei piani di settore per migliorare la pianificazione. Per far circolare le esperienze tra i comuni il Dipartimento ha poi aperto un Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile.

Una lezione è imparata quando qualcosa che una persona userà la volta successiva è diverso: un rischio segnato sulla mappa, un passaggio aggiunto a una scheda, una prova inserita nel calendario dell’addestramento, un ricambio aggiunto all’elenco delle attrezzature. Se nel modello del mondo non è cambiato niente, l’operazione successiva riparte dallo stesso punto della precedente.

Una sagra estiva di paese, seguita per un anno.

  1. 01
    Know
    Il campo sportivo della sagra, i suoi tre varchi, la stradina lungo il torrente, la postazione sanitaria e le sei radio del Comune sono già nell’atlante dall’anno scorso.
  2. 02
    Prepare
    Il piano di sicurezza della sagra prevede un’alternativa per un bambino smarrito e una per il temporale, ciascuna con la propria lista di controllo.
  3. 03
    Plan
    La Pro Loco divide il campo in quattro zone, assegna i volontari del gruppo comunale di protezione civile e indica il Varco 2 come uscita di riserva.
  4. 04
    Resource
    Gli attestati BLSD di due soccorritori scadono prima della sagra. Il turno lo segnala e vengono chiamati altri due.
  5. 05
    Train
    La settimana prima i volontari provano sul campo la procedura per il bambino smarrito, insieme alla polizia locale.
  6. 06
    Execute
    Il giorno della sagra segnalazioni, compiti e posizioni stanno su una sola mappa. Verso il torrente la rete è debole, così i telefoni mettono in coda le segnalazioni e le inviano appena possono.
  7. 07
    Adapt
    Alle 15:40 arriva l’avviso di un temporale forte. Parte l’alternativa per il temporale e si apre il Varco 2.
  8. 08
    Learn
    Rivedendo la cronologia si scopre che per aprire il Varco 2 ci sono voluti undici minuti, perché la chiave del lucchetto ce l’aveva il volontario sbagliato.
  9. 09
    Change the world model
    Chi custodisce la chiave entra nella scheda del Varco 2, l’apertura diventa un passaggio dell’alternativa e all’elenco delle attrezzature si aggiunge una cassetta portachiavi.
  10. 10
    Repeat
    La sagra dell’anno dopo parte da questa versione, e lo stesso vale per il mercatino di Natale sullo stesso campo.

Segnali che il ciclo si è rotto

Prima

  • La pianificazione parte da un vecchio documento e non dal risultato dell’ultima volta.
  • Nessuno sa dire in fretta di chi scadono le abilitazioni in questo trimestre.
  • Le esercitazioni usano uno scenario inventato invece di un piano vero.

Dopo

  • Il debriefing si regge sulla memoria perché manca una registrazione.
  • Le constatazioni non hanno un responsabile né una data.
  • Lo stesso problema compare in due debriefing di fila.
Dove entra Sinkaos

Sinkaos conserva il modello del mondo in un atlante permanente e lo usa in ogni fase: piani ed esercitazioni si disegnano lì sopra, turni e pacchetti missione nascono dai suoi registri, l’operazione si svolge su di esso anche offline, e le constatazioni del debriefing vi tornano dentro con un responsabile. Vedete Sinkaos per il Centro operativo comunale oppure la voce di glossario sul modello del mondo.

Domande sul ciclo della preparazione

È diverso dal ciclo delle attività di protezione civile?
Copre lo stesso terreno. Il Codice parla di previsione, prevenzione e mitigazione, gestione e superamento dell’emergenza; il ciclo Sinkaos divide la preparazione in conoscere, prepararsi, pianificare, organizzare le risorse e addestrarsi, e fa dell’aggiornamento di ciò che si sa una fase a sé.
Ogni operazione deve passare da tutte e dieci le fasi?
Un’attivazione improvvisa parte da EXECUTE con quello che il modello del mondo contiene già. È proprio il motivo per curare bene le prime cinque fasi nei giorni tranquilli.
Chi è responsabile del modello del mondo?
Di solito il referente comunale di protezione civile, il responsabile delle operazioni o chi segue la formazione. Conta che ogni constatazione abbia una persona con nome e cognome incaricata di portare la modifica.
Che rapporto c’è con il debriefing?
Il debriefing è la fase LEARN. Trovate di più nella voce di glossario sul debriefing.
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