Un piano di comunicazione d’emergenza per quando cadono cellulari e internet
Un piano di comunicazione d’emergenza stabilisce cosa fa ogni persona quando i telefoni smettono di funzionare, senza che qualcuno debba dirglielo. Questa guida copre livelli PACE, punti di raccolta e contatti a orario, staffette, dati offline, radio di riserva e una prova da svolgere in un pomeriggio.
Come si presenta un guasto visto dal campo
Le reti raramente spariscono di colpo. In un’alluvione, una nevicata o un blackout prolungato è più probabile vedere dati lenti, poi chiamate che non partono, poi celle che si spengono quando finiscono corrente e batterie. L’infografica del Dipartimento della Protezione Civile sulle allerte elenca l’interruzione di acqua, luce, gas e telefonia tra gli effetti possibili, e Io non rischio chiede di limitare l’uso del cellulare per tenere libere le linee. Anche una rete sana può saturarsi, durante un grande evento. Il pericolo sta nell’intervallo in cui nessuno ha ancora detto che la rete è caduta, e ogni squadra aspetta un messaggio che non arriverà.
Il piano ha quindi bisogno di una condizione di attivazione, oltre che di una riserva. Nel ciclo della preparazione si scrive in PREPARE, si prova in TRAIN e si usa in ADAPT, quando le condizioni cambiano e tutti passano all’alternativa prevista. Per il termine, veda piano PACE. In un comune va collegato alla funzione telecomunicazioni del COC e al piano di protezione civile.
IT-alert non è un’alternativa. Il cell broadcast funziona anche con la rete congestionata, ma va in una sola direzione, non consente risposte e richiede un telefono acceso con campo. Serve a chi deve ricevere un allarme, e non alle squadre per coordinarsi.
Livelli PACE per una squadra sul campo
| LIVELLO | METODO | QUANDO PASSARE | COSA FUNZIONA ANCORA |
|---|---|---|---|
| Primario | App su dati mobili, chiamate vocali | Situazione normale | Tutto |
| Alternativo | SMS e app a bassa banda, seconda SIM di un altro operatore | Due invii falliti in 5 minuti | Testi brevi, con ritardo |
| Contingenza | Radio portatili sul canale concordato, con un controllore di rete | Nessun contatto per 15 minuti | Voce, uno alla volta, a breve distanza |
| Emergenza | Punto di raccolta all’ora stabilita, poi staffetta con messaggio scritto | Nessun contatto entro il prossimo orario fissato | Carta, e con lentezza |
Le soglie sono un nostro suggerimento. Fissi le Sue durante un’esercitazione e le scriva su una scheda che tutti portano con sé.
Punti di raccolta e contatti a orario
Il punto di raccolta risponde alla domanda «dove vado se non sento più nessuno?». Ne scelga uno per settore e uno per tutta la squadra, in un luogo che resti raggiungibile nello scenario previsto: sopra la quota di allagamento, a piedi, facile da descrivere senza mappa. L’area di attesa del piano comunale può andare bene, se è adatta. Dia a ciascuno un nome, una coordinata e una persona incaricata di andarci.
I contatti a orario trasformano il silenzio in informazione. Stabilisca in anticipo che ogni squadra riferisce a orari fissi, per esempio ai dieci minuti di ogni ora.
- Un contatto saltato: la sala lo annota e prova il livello successivo.
- Due contatti saltati: la sala invia una staffetta o un mezzo all’ultima posizione nota.
- La squadra senza contatto va al punto di raccolta alla mezz’ora successiva e aspetta 20 minuti.
- Chi non ha istruzioni entro un’ora prestabilita rientra alla base.
Staffette e messaggi scritti
La staffetta è una persona a piedi, in bici o su un mezzo che porta un messaggio scritto, e funziona anche quando il resto è fermo. Prepari un blocco con cinque campi: da, a, ora, messaggio, risposta richiesta. Faccia rileggere il testo alla staffetta e annoti quando parte e quando consegna. Di notte o con l’acqua in strada mandi due persone, con un percorso e un’ora di rientro. Una squadra di 20 può di solito liberarne due: le scelga prima, per nome.
I dati offline che ciascuno deve avere
Una radio non trasmette una mappa, quindi i dati devono stare sul dispositivo o su carta prima che la rete cada. Tutto quello che segue deve essere disponibile senza campo.
- Mappe offline di tutta l’area, con settori e punti di raccolta.
- Il piano, le alternative e le condizioni che fanno scattare ciascuna.
- Elenco contatti, canali radio e nominativi, anche su carta.
- Compiti e checklist del proprio ruolo.
- Una batteria esterna, e una copia cartacea di ciò che bloccherebbe il lavoro se il telefono si spegnesse.
Radio di riserva: chi può usare cosa
I servizi di soccorso e le forze di polizia hanno reti proprie, a cui un gruppo comunale di norma non accede. Il livello a cui guardare è quello regionale: alcune Regioni gestiscono una rete radio di protezione civile. Il Piemonte, per esempio, ha EmercomNet, una rete in tecnologia DMR con terminali abilitati e corsi dedicati agli operatori. Chieda alla sala operativa della Sua Regione se esiste una rete analoga, come ci si abilita e chi tiene gli apparati nel Suo comune. Non abbiamo trovato un canale pubblico di accesso prioritario alle reti mobili per i comuni: la domanda va posta a Prefettura e Regione.
I radioamatori sono l’altra risorsa storica. La Rete Zamberletti, nata con l’ARI (Associazione Radioamatori Italiani), è una rete alternativa che ogni mese svolge prove di sintonia tra Prefetture, per verificare i collegamenti con il Ministero dell’Interno e il Dipartimento; la 500ª prova si è tenuta a Varese il 26 maggio 2026. Sul territorio operano anche le sezioni locali dell’ARI. Conviene conoscerle prima di averne bisogno, firmare un accordo e provare insieme.
Per tutti gli altri l’opzione realistica sono le radio a corto raggio. L’art. 105 del Codice delle comunicazioni elettroniche definisce gli apparati di libero uso, tra cui quelli a corto raggio e la banda cittadina (CB), con divieto di sistemi che rendano le comunicazioni non intercettabili. La portata è breve, i canali sono condivisi e chiunque può ascoltare: niente nomi e dati sanitari in aria.
Come provare un piano di comunicazione d’emergenza
Preparazione
- Avvisi partner e sale operative che è una prova, e tenga un canale reale per la sicurezza.
- Controlli che ognuno abbia scheda, radio, batteria carica e dati offline.
Svolgimento
- Senza preavviso, dichiari caduti i dati mobili e chieda a tutti di disattivarli.
- Misuri quanto impiega ogni squadra a passare al livello successivo.
- Faccia saltare un contatto a una squadra e veda se scatta l’escalation.
- Mandi una staffetta con un messaggio scritto e cronometri andata e ritorno.
Dopo
- Registri cosa non ha funzionato, con gli orari, nell’elenco delle lezioni.
- Corregga le schede e ripeta la parte andata male.
Le app Sinkaos funzionano offline: messaggi, segnalazioni, incidenti, compiti, modifiche alla mappa e tracce nascono sul dispositivo e partono appena possibile, e un server locale può gestire un’operazione senza internet. Su collegamenti scarsi lo store and forward invia per primi testi critici e avvisi, e le alternative del piano con le loro regole di decisione restano disponibili offline. Per passare dati tra dispositivi serve comunque un collegamento, quindi radio e staffette restano nel piano. Veda le mappe offline.
Domande sulle comunicazioni in emergenza
Che differenza c’è tra piano di comunicazione e piano PACE?
Volontari e comuni possono accedere alle reti radio istituzionali?
Serve una licenza per i walkie-talkie?
Ogni quanto va provato il piano?
Fonti
- IT-alert: domande frequenti
- Dipartimento della Protezione Civile: infografica I colori delle allerte
- Io non rischio: cosa fare in caso di alluvione
- Codice delle comunicazioni elettroniche, art. 105, libero uso (Normattiva)
- Regione Piemonte: corso operatore base EmercomNet
- ARI: Rete Zamberletti, celebrata la 500ª prova
- ARI: 40 anni e più della Rete Zamberletti
- Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, Codice della protezione civile (Normattiva)
Lo provi nella Sua prossima operazione.
L’accesso anticipato è gratuito. Prepariamo con Lei la prima operazione e La seguiamo da vicino durante l’uso.