Coordinare i volontari di protezione civile e i volontari spontanei in emergenza
Dopo un’alluvione o una tempesta c’è chi arriva ad aiutare prima che qualcuno lo chiami. Coordinare il volontariato di protezione civile e i volontari spontanei significa sapere chi è organizzato e chi no, dare a tutti un punto di riferimento, una valutazione rapida, un briefing di sicurezza e un compito vero, e chiudere bene. Questa guida segue il Codice della protezione civile e aggiunge modelli da adattare.
Volontariato organizzato e cittadini: cosa dice il Capo V del Codice
Il Capo V del D.Lgs. 1/2018 tratta la partecipazione dei cittadini e il volontariato organizzato. Il volontariato opera tramite enti del Terzo settore, compresi i gruppi comunali, e altre forme organizzate, che devono essere iscritte nell’Elenco nazionale per partecipare alle attività di protezione civile (art. 32-34). L’Elenco riunisce gli elenchi territoriali di Regioni e Province autonome e l’elenco centrale del Dipartimento. In emergenza il volontariato organizzato interviene secondo la pianificazione e su richiesta dell’autorità competente; il coordinamento spetta alla struttura regionale per gli iscritti agli elenchi territoriali e al Dipartimento per quelli dell’elenco centrale (art. 41). Il gruppo comunale è costituito con deliberazione del consiglio comunale, ha un coordinatore operativo dei volontari, e il Comune ne cura la gestione amministrativa (art. 35).
Chi si presenta senza appartenere a nessuna organizzazione ricade nell’art. 31: i cittadini possono agire in forma occasionale, a titolo personale e responsabilmente, per i primi interventi immediati nel proprio ambito personale, familiare o di prossimità, coordinandosi con le organizzazioni. Altre forme di partecipazione occasionale possono essere disciplinate da Regioni e Province autonome. Prima di attivare un punto di accoglienza controlli quindi cosa prevede la Sua Regione: la risposta può essere una grande accoglienza, un rifiuto gentile o l’orientamento verso le organizzazioni già attive sul posto.
Nel ciclo di preparazione questa è la fase RESOURCE: chi è disponibile, cosa sa fare, è sicuro impiegarlo. La linea di condotta si scrive in PREPARE, dentro il piano comunale, perché il giorno dell’evento è tardi per capire chi assicura chi.
Come allestire il punto di accoglienza
Può essere una palestra, un centro civico o un gazebo vicino all’area colpita. Individui più sedi in anticipo, nel piano, e scelga al momento. Quelle adatte hanno queste caratteristiche:
- Distanza di sicurezza dal pericolo, fuori dall’area di intervento.
- Parcheggio e collegamenti con i luoghi di lavoro.
- Riscaldamento, bagni, primo soccorso, cibo e bevande.
- Spazi separati per colloqui riservati, briefing e assistenza.
- Una bacheca con la situazione attuale e i tipi di lavoro disponibili.
Chi lo gestisce
| RUOLO | COMPITO |
|---|---|
| Coordinatore dei volontari | Abbastanza autorevole da parlare con il COC, concorda i compiti adatti, sovrintende al processo |
| Accoglienza | Riceve le persone, spiega il percorso, tiene il registro di entrata e uscita |
| Valutazione | Legge i moduli, parla con ogni persona, decide cosa può fare |
| Capogruppo sul posto | Accompagna i gruppi, verifica i rischi, controlla la stanchezza, riferisce |
Registrazione e suddivisione per competenze
Il modulo sta su una facciata: nome, recapito, contatto di emergenza, competenze, condizioni di salute rilevanti per il lavoro, disponibilità. La preregistrazione online accelera, ma all’arrivo serve comunque un colloquio. Il rischio principale è l’attesa: chi si spazientisce va da solo sul posto o si sfoga online. Se la coda cresce, aggiunga personale e spieghi perché esiste il percorso.
Divida le persone in quattro gruppi di massima: qualificati e verificati (infermieri, elettricisti, operatori di macchine, con un riscontro), lavoro fisico, supporto (cucina, logistica, telefonate, traduzioni) e non oggi. Ringrazi l’ultimo gruppo, prenda i recapiti e spieghi che potrebbe servire nella fase di superamento, che di solito dura molto di più. Annoti le ragioni di un rifiuto, perché la stessa persona può presentarsi a un altro punto. Un gruppo, come un’azienda o una parrocchia, può registrarsi tramite un referente, ma i nomi vanno raccolti uno per uno. A chi vuole continuare, indichi il gruppo comunale o un’organizzazione iscritta all’Elenco nazionale.
Briefing di sicurezza prima di partire
Il briefing
- Cosa è successo e chi coordina.
- Pericoli sul posto: acqua e fango contaminati, strutture instabili, movimentazione dei carichi.
- Tutela: nessun contatto senza supervisione con minori o persone fragili.
- Foto e social: cosa non pubblicare, e nessun nome delle persone colpite.
- Quali coperture assicurative valgono, e quali no.
- Entrata, uscita e mai lasciare un luogo senza dirlo al capogruppo.
Assicurazione, responsabilità e sicurezza
Per i volontari degli enti iscritti all’Elenco nazionale il Codice prevede, con l’attivazione dell’autorità competente, il mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico per non più di trenta giorni continuativi e fino a novanta nell’anno, e la copertura assicurativa secondo l’art. 18 del Codice del Terzo settore; il datore di lavoro può chiedere il rimborso, anche come credito d’imposta (art. 39). Per pianificazione e addestramento i limiti scendono a dieci giorni continuativi e trenta nell’anno. Queste tutele sono scritte per chi aderisce a un soggetto iscritto: una persona che si presenta da sola non vi rientra per il solo fatto di aiutare. Se il Comune accetta il suo aiuto e ne dirige il lavoro, chieda ora alla Sua compagnia e all’ufficio legale come rispondono le polizze, e tenga nome, luogo e compito di ogni persona impiegata.
Sulla sicurezza, il D.Lgs. 81/2008 (art. 3, comma 3-bis) si applica ai volontari di protezione civile tenendo conto delle particolari modalità della loro attività, con le regole del decreto interministeriale del 13 aprile 2011 e del decreto del Capo Dipartimento del 12 gennaio 2012 su scenari di rischio, formazione e controllo sanitario. Per i volontari spontanei consigliamo la maggiore età e soli compiti a basso rischio: è una nostra indicazione, da verificare con le regole regionali.
Compiti che tengono le persone al sicuro e occupate
L’attesa è ciò che spinge ad autoattivarsi. Chieda compiti al COC a ogni cambio turno, e dia a ciascuno un luogo, un capogruppo, una verifica dei rischi, un inizio e una fine. Squadre da cinque a otto persone si seguono facilmente. Limiti i turni, preveda pause e allontani le persone dai lavori più pesanti emotivamente; per chi non è abituato, quattro ore sono un primo turno ragionevole. Sono nostri suggerimenti, da adattare al compito.
Lavori tipicamente sicuri: riempire sacchi di sabbia, spostare mobili, togliere il fango dalle case con il consenso dei proprietari, smistare donazioni, preparare pasti, andare a due a due a trovare i vicini. Barche, motoseghe, ingressi in strutture danneggiate e tutto ciò che si svolge in acqua corrente restano alle squadre addestrate.
Protezione dei dati
I moduli contengono dati personali e spesso dati sulla salute, che il GDPR tratta come categoria particolare (art. 9). Li usi solo per la partecipazione di quella persona a quell’emergenza, li custodisca in sicurezza e li cancelli quando non servono più. Lo scriva sul modulo. Se è il Comune a trattarli, coinvolga il responsabile della protezione dei dati quando prepara il modulo, non il giorno dell’evento. Se i volontari vanno nelle case, dia loro solo gli indirizzi che servono.
La chiusura
Scriva fin dall’inizio un piano di chiusura. Annunci la data in anticipo, registri l’uscita di tutti e verifichi ogni nome. Faccia un breve debriefing, chieda cosa hanno visto che alla risposta è sfuggito e trasmetta rischi o preoccupazioni. Ringrazi per iscritto, indichi dove trovare supporto e orienti le persone verso il gruppo comunale o le organizzazioni della zona, così la disponibilità non va persa. Poi porti ciò che ha imparato nel piano successivo: veda come condurre un debriefing.
Sinkaos offre alle persone esterne alla Sua organizzazione un accesso ospite limitato nel tempo e nell’ambito, che termina da solo, e i Suoi moduli possono raccogliere i dati di registrazione. I compiti vengono assegnati, collocati sulla mappa e confermati, così il coordinatore vede chi è dove. Moduli, regole di conservazione ed esportazioni sostengono il lavoro sul GDPR. Chi fa cosa lo decide sempre una persona. Veda Sinkaos per le squadre sul campo delle ONG.
Domande sui volontari in emergenza
Possiamo rifiutare i volontari spontanei?
Chi dovrebbe guidare?
E le donazioni di beni?
I volontari hanno rimborsi?
Fonti
- Dipartimento della Protezione Civile: Codice della protezione civile, D.Lgs. 1/2018, Capo V
- Dipartimento della Protezione Civile: l’Elenco nazionale del volontariato
- Dipartimento della Protezione Civile: decreto del Capo Dipartimento del 12 gennaio 2012
- Dipartimento della Protezione Civile: decreto del Capo Dipartimento del 25 novembre 2013
- Regione Emilia-Romagna: vademecum per le richieste di rimborso ex art. 39
- Garante per la protezione dei dati personali: GDPR, Regolamento 2016/679
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