Droni per la protezione civile e il soccorso: cosa consente la legge e cosa deve predisporre una squadra
Usare i droni in emergenza e in protezione civile è lecito in Italia, ma la strada dipende da chi vola e per conto di chi. Questa guida riassume le regole che abbiamo potuto verificare, segnala le lacune ed elenca cosa predisporre prima della prima attivazione.
A chi si applicano le regole
I droni compaiono in due punti del ciclo della preparazione. In KNOW i rilievi costruiscono le mappe su cui poggia il world model. In EXECUTE una vista dall’alto mostra a chi coordina cosa succede oltre l’argine. Il lavoro legale va chiuso molto prima di questo secondo momento.
Dal 31 dicembre 2020 si applica in Italia il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, e il Regolamento ENAC UAS-IT (edizione del 4 gennaio 2021) ne completa le parti lasciate agli Stati. L’art. 2, par. 3, lett. a) del Regolamento (UE) 2018/1139 esclude invece gli aeromobili impegnati in operazioni militari, doganali, di polizia, di ricerca e salvataggio, di lotta antincendio e attività analoghe, svolte sotto il controllo e la responsabilità dello Stato, nell’interesse pubblico, da o per conto di un organismo con poteri di autorità pubblica.
Quell’esclusione non significa volo libero. Se le amministrazioni competenti non hanno emesso regolamentazioni speciali ai sensi dell’art. 748 del Codice della navigazione, il Regolamento UAS-IT si applica anche a questi droni, privati o di Stato. Nella sua Parte B richiede la registrazione su D-Flight e il codice QR, e rinvia ai requisiti del Regolamento 2019/947 per categoria aperta e specifica con SAIL inferiore a V. Verifichi per iscritto la Sua posizione con ENAC.
Quale strada per quale squadra
| SQUADRA | STRADA PROBABILE | COSA CONTROLLARE |
|---|---|---|
| Vigili del fuoco, forze di polizia, Dipartimento | Attività dell’art. 2, par. 3, lett. a); regole dell’amministrazione di appartenenza, se esistono | Regolamentazione interna ai sensi dell’art. 748 del Codice della navigazione |
| Organizzazioni di volontariato di protezione civile | Equiparazione ad aeromobile di Stato (art. 746), con decreto del Ministero delle infrastrutture | Iscrizione all’elenco territoriale, attivazione formale, finalità pubbliche indicate nell’istanza |
| Comuni e polizia locale | Categoria aperta o specifica, salvo diversa posizione confermata | Registrazione su D-Flight, attestati, assicurazione, protezione dei dati |
| Ditte incaricate | La propria autorizzazione operativa o dichiarazione | Che copra proprio questo volo, con polizza valida |
Equiparazione ad aeromobile di Stato e art. 16
La strada tipica per il volontariato è l’equiparazione prevista dall’art. 746 del Codice della navigazione. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pubblica i decreti: uno del luglio 2025, per un’associazione iscritta all’elenco territoriale del Piemonte, riconosce l’equiparazione a due droni identificati per modello, codice D-Flight e numero di serie. Il riconoscimento vale solo per le finalità pubbliche dichiarate, tra cui gli interventi su attivazione delle autorità di protezione civile, e cessa se quell’uso viene meno. L’operatore resta responsabile di un adeguato livello di sicurezza. L’istanza richiama piloti con attestato, convenzioni con enti e coordinamento territoriale: conviene averli pronti.
L’art. 16 del Regolamento 2019/947 non riguarda le emergenze. Come ricorda ENAC, disciplina l’attività di club e associazioni di aeromodellisti, e un gruppo di soccorso non può appoggiarsi a questa norma.
Categoria aperta e specifica
La categoria aperta copre i voli a basso rischio, senza autorizzazione, sotto i 120 m. Si divide in tre sottocategorie. A1 permette di sorvolare persone ma non assembramenti, con droni sotto i 250 g o di classe C0 e C1. A2 richiede l’attestato di pilota dedicato e 30 m dalle persone non coinvolte, riducibili a 5 m in modalità bassa velocità. A3 impone 150 m da persone non coinvolte e aree urbane. Le FAQ ENAC aggiungono limiti per voli vicino a strade e ferrovie.
Questi vincoli escludono molto lavoro reale: un incendio in centro abitato, la ricerca di una persona lungo una strada o oltre la vista del pilota. Serve allora la categoria specifica, che secondo ENAC comprende voli BVLOS, droni oltre 25 kg e quote superiori a 120 m. Le modalità sono tre: scenario standard, autorizzazione operativa ENAC o certificato LUC. Attenzione ai documenti vecchi: gli scenari nazionali IT-STS01 e IT-STS02 non sono più validi dal 1° gennaio 2026. Presenti la domanda con largo anticipo.
Registrazione su D-Flight, attestati e assicurazione
Tutti gli operatori si registrano sul portale D-Flight e applicano a ogni drone il codice QR. ENAC esclude solo i giocattoli e i droni sotto i 250 g privi di telecamera, microfono o altri dispositivi che raccolgono dati personali. L’operatore è di norma l’organizzazione, che deve assicurarsi che i piloti siano formati. In categoria specifica è richiesto un sistema di identificazione remota attivo. L’art. 27 del Regolamento UAS-IT vieta di operare senza un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi adeguata allo scopo, con i massimali del Regolamento (CE) 785/2004. Per i voli BVLOS, l’art. 23 chiede la pianificazione del volo su D-Flight.
Zone geografiche e voli vicino a un intervento
Le aree con divieto di sorvolo si controllano su D-Flight e sull’AIP, come indica ENAC, e vicino agli aeroporti valgono le regole specifiche di ATZ e CTR (Circolare ATM-09A). Controlli sempre prima del decollo, anche per gli aggiornamenti recenti. Non abbiamo trovato una regola italiana specifica per il volo sopra un’area di emergenza, quindi il piano deve essere prudente.
Il primo passo è l’autorizzazione di chi dirige l’intervento, annotata nel diario: nei soccorsi tecnici è il direttore tecnico dei soccorsi dei vigili del fuoco, in protezione civile l’autorità che ha attivato la squadra. Elicotteri del 118 e dei vigili del fuoco possono arrivare senza preavviso, quindi nell’equipaggio serve una persona con il solo compito di guardare il cielo.
Privacy e condivisione del video
Le immagini di persone identificabili sono dati personali. L’art. 29 del Regolamento UAS-IT richiama il GDPR, il Codice privacy e il principio di minimizzazione, e chiede di dichiarare il trattamento nella documentazione per l’autorizzazione. Il Garante raccoglie in una pagina dedicata i suoi riferimenti sui droni. In pratica: valuti se il drone serve davvero, prepari una valutazione d’impatto che consideri le persone riprese per caso ed eviti registrazioni continue senza una ragione forte. Le forze di polizia, per finalità di prevenzione e repressione dei reati, seguono il D.Lgs. 51/2018; tutti gli altri devono individuare una base giuridica prima dell’evento. La guida su GDPR e geolocalizzazione applica lo stesso ragionamento alle posizioni delle persone.
Il flusso condiviso è dove le squadre sbagliano più spesso. Decida chi può guardare, cifri il collegamento, tenga i video fuori dalle chat pubbliche e stabilisca per quanto tempo conservare le registrazioni. Annoti cosa ha visto il drone e lo tratti come una fonte per il quadro operativo comune.
Cosa predisporre prima della prima attivazione
Aspetti legali
- Parere scritto sulla Sua strada, possibilmente da ENAC.
- Registrazione D-Flight, QR su ogni drone, attestati e polizza, controllati ogni anno.
- Decreto di equiparazione, se è la Sua strada, con elenco aggiornato dei droni.
- Valutazione d’impatto, tempi di conservazione e informativa.
- Accordo con comuni, Regione e soccorsi locali sulle attivazioni.
Aspetti operativi
- Equipaggio minimo di pilota e osservatore, con un responsabile indicato.
- Checklist pre-volo con controllo D-Flight e autorizzazione di chi dirige.
- Regole di interruzione per vento, batteria e aeromobili con equipaggio.
- Addestramento notturno, termico e con segnale debole su siti reali, registrato con scadenze.
Sinkaos colloca droni e altre telecamere sulla mappa con posizione e campo visivo, e può aprire un flusso live direttamente dalla mappa. I ruoli controllano chi vede cosa, le qualifiche hanno una scadenza e i piloti possono entrare nei turni, con una persona che approva il risultato. Sinkaos non pilota aeromobili e non gestisce i permessi al posto Suo.
Domande sui droni in emergenza
Un volontario può far volare un drone durante un intervento?
La protezione civile ha bisogno di un permesso ENAC?
L’art. 16 è un’esenzione per le emergenze?
Possiamo trasmettere il video in un gruppo pubblico?
Fonti
- ENAC: Regolamento UAS-IT, edizione 1 del 4 gennaio 2021
- ENAC: Droni
- ENAC: Categoria specifica
- ENAC: Operatori di droni (UAS)
- ENAC: FAQ Droni
- Portale D-Flight
- Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: decreto di equiparazione n. 39 del 10 luglio 2025
- EASA: categoria aperta, droni civili a basso rischio
- Garante per la protezione dei dati personali: Droni
- Decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51 (Normattiva)
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