ACCESSO ANTICIPATO Sinkaos è in accesso anticipato. Candidati →
GUIDA · ITALIA

Chi coordina i soccorsi in Italia: il Servizio nazionale della protezione civile per chi lavora al suo fianco.

In Italia vigili del fuoco, 118, forze di polizia, comuni, prefetture e volontariato si coordinano nell’ambito del Servizio nazionale della protezione civile, regolato dal Codice del 2018. Un’associazione, un gestore di servizi, un’azienda o un comune possono trovarsi al suo interno per convenzione o per una richiesta arrivata il giorno stesso. Questa guida spiega chi dirige, a quale livello e come ci si inserisce senza intralciare.

Ultima verifica 2026-10-23

Come funziona la protezione civile in Italia

Il riferimento è il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, il Codice della protezione civile. Il Servizio nazionale che descrive non è un ente con proprio personale: è il sistema in cui Stato, Regioni ed enti locali, insieme alle strutture operative, esercitano la funzione di protezione civile. Le autorità di protezione civile sono il Presidente del Consiglio, i Presidenti delle Regioni e i Sindaci, questi ultimi «in qualità di autorità territoriali di protezione civile» (art. 3).

Il soccorso di tutti i giorni resta ai servizi ordinari: un incendio in un appartamento lo gestiscono i vigili del fuoco chiamati al 115 o al 112. Dove è attivo il Numero unico europeo 112, la chiamata passa da una Centrale unica di risposta che la inoltra con la posizione alla sala operativa competente (forze di polizia, vigili del fuoco o 118).

Il Codice classifica gli eventi in tre tipi (art. 7). Quelli di tipo a si affrontano con gli interventi dei singoli enti in via ordinaria. Quelli di tipo b richiedono per natura o estensione l’intervento coordinato di più enti. Quelli di tipo c sono emergenze di rilievo nazionale da affrontare con mezzi e poteri straordinari: in quel caso il Consiglio dei ministri delibera lo stato di emergenza di rilievo nazionale, che dura al massimo 12 mesi ed è prorogabile per non più di altri 12 (art. 24).

Chi fa parte del sistema

SOGGETTOPOSIZIONE NEL CODICECOME INTERVIENE
Corpo nazionale dei vigili del fuocoComponente fondamentaleSoccorso tecnico urgente e ricerca e salvataggio, con la direzione tecnico-operativa degli interventi (art. 10)
Comuni, Regioni, PrefettureAutorità e componentiSindaco e Presidente della Regione dirigono la protezione civile nel loro territorio; il Prefetto assume la direzione unitaria dei servizi di emergenza in provincia (art. 9)
Strutture del Servizio sanitario nazionaleStruttura operativaEmergenza sanitaria 118, ospedali, assistenza sanitaria alla popolazione
Forze di poliziaStruttura operativaOrdine e sicurezza pubblica, viabilità, ricerca di persone
Forze armateStruttura operativaConcorso su richiesta, con uomini e mezzi del genio, trasporti e logistica
Volontariato organizzato iscritto nell’elenco nazionale, Croce Rossa Italiana, Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologicoStruttura operativaImpiegati quando vengono attivati dall’autorità competente
Enti di ricerca e servizi meteorologici, come l’INGVStruttura operativaMonitoraggio, previsione e supporto tecnico-scientifico
Ordini professionali, gestori di servizi, aziende e altre organizzazioni pubbliche o privateSoggetti concorrentiConcorrono alle attività di protezione civile, di solito sulla base di convenzioni o su richiesta

Le Regioni possono individuare proprie strutture operative regionali in ambiti diversi da quelli delle strutture nazionali (art. 13, comma 3).

Chi dirige, su tre livelli di coordinamento

La regola di base, ribadita dalla direttiva del Presidente del Consiglio del 3 dicembre 2008 sugli indirizzi operativi per la gestione delle emergenze, è che la prima risposta la dà il livello locale, a partire dal comune. Il coordinamento sale solo quando l’evento supera le capacità di chi sta sotto.

  • Sul luogo dell’intervento. I vigili del fuoco assicurano il soccorso tecnico urgente e assumono la direzione tecnico-operativa e il coordinamento con gli altri enti (art. 10 del Codice). Per incidenti stradali, ferroviari, aerei e in mare, esplosioni, crolli e incidenti con sostanze pericolose la direttiva del 6 aprile 2006 e le indicazioni operative che ne sono seguite prevedono un posto di comando avanzato (PCA), dove lavorano insieme il direttore tecnico dei soccorsi dei vigili del fuoco, il direttore dei soccorsi sanitari del 118 e il funzionario di pubblica sicurezza delegato dal Questore.
  • Comune e provincia. Il Sindaco dirige e coordina soccorso e assistenza alla popolazione nel suo comune, di norma attraverso il Centro operativo comunale (COC), organizzato per funzioni di supporto. In provincia il Prefetto assume la direzione unitaria di tutti i servizi di emergenza, in raccordo con il Presidente della Regione (art. 9), e si attiva il Centro coordinamento soccorsi (CCS). Per aree con più comuni si possono aprire centri operativi intercomunali, come i Centri operativi misti (COM).
  • Regione e Stato. La sala operativa regionale lavora h24 in emergenza, attiva la colonna mobile regionale e il volontariato e, se servono mezzi e poteri straordinari, chiede la dichiarazione dello stato di emergenza. Nelle emergenze di rilievo nazionale il coordinamento passa al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio, che sul territorio può istituire una Direzione di comando e controllo (DiComaC).

Come entra un’organizzazione esterna

Le vie sono sostanzialmente due, e quella preparata in anticipo funziona meglio per tutti.

  • Come volontariato organizzato. Le organizzazioni iscritte nell’elenco nazionale del volontariato di protezione civile sono strutture operative del Servizio nazionale (art. 13, comma 1, lettera e). Vengono attivate dall’autorità competente, attraverso il Dipartimento, la Regione o il comune, e i loro volontari impiegati godono delle tutele previste dal Codice, come il mantenimento del posto di lavoro. Le associazioni che gestiscono squadre di ricerca, cucine da campo, aree di accoglienza o supporto psicosociale entrano di solito così, spesso con una convenzione con il comune o la Regione.
  • Come soggetto concorrente. Gestori di servizi essenziali, aziende e altre organizzazioni concorrono alle attività di protezione civile (art. 13, comma 2). Nella pratica significa una convenzione firmata prima, per esempio per mezzi d’opera, trasporti o strutture ricettive, e un referente che siede nella funzione di supporto giusta del COC o del CCS. Nell’emergenza il Sindaco può chiedere l’intervento delle aziende erogatrici di servizi di pubblica utilità e adottare ordinanze contingibili e urgenti.

Cosa fa il comune quando succede qualcosa

Per il Codice la pianificazione di protezione civile e la direzione dei soccorsi sono una funzione fondamentale dei comuni (art. 12). Il Sindaco risponde delle misure urgenti per la tutela della pubblica incolumità, dell’informazione alla popolazione sugli scenari di rischio e sulla pianificazione, e del coordinamento dei servizi di assistenza alla popolazione. Quando le risorse del comune non bastano, chiede l’intervento di altre forze e strutture al Prefetto e al Presidente della Regione, che restano informati sull’evoluzione (art. 12, commi 5 e 6).

In pratica il Sindaco attiva il COC con un’ordinanza, apre le aree di attesa e di assistenza previste dal piano, fa presidiare il territorio e si raccorda con i vigili del fuoco sul posto e con la sala operativa regionale. La nostra guida al piano comunale di protezione civile tratta la parte di preparazione.

Checklist per le organizzazioni che vogliono essere pronte

Prima

  • Se siete un’associazione, verificate l’iscrizione nell’elenco territoriale del volontariato di protezione civile della Vostra Regione.
  • Concordate per iscritto con il comune o la Regione cosa fornite, in quali quantità e con quali tempi di attivazione.
  • Tenete aggiornato l’elenco di chi può impegnare l’organizzazione e di come raggiungerlo giorno e notte.
  • Partecipate alle esercitazioni comunali e regionali quando venite invitati.
  • Decidete chi, dalla Vostra parte, siede al COC o parla con il responsabile sul posto.

Il giorno dell’evento

  • Intervenite solo dopo l’attivazione da parte dell’autorità competente e presentatevi al COC, al PCA o all’area di ammassamento indicata.
  • Tenete traccia delle Vostre persone: chi è dove e cosa sta facendo.
  • Registrate quali mezzi e persone avete fornito, a chi e quando.
  • Passate subito le informazioni sui pericoli a chi dirige l’intervento.

Dopo

  • Consegnate la documentazione richiesta per la rendicontazione e per gli eventuali rimborsi ai datori di lavoro dei volontari.
  • Chiedete il rimborso delle spese attraverso il canale previsto dall’attivazione o dalla convenzione.
  • Rivedete cosa ha funzionato e aggiornate contatti e convenzione.
Il ruolo di Sinkaos

Sinkaos non fa parte dei sistemi del Servizio nazionale della protezione civile e non sostituisce sale operative, numeri di emergenza o radio. Aiuta la Sua organizzazione a tenere traccia di persone, compiti e mezzi mentre supporta i soccorsi, funziona offline e lascia uno storico con gli orari di ciò che ha fornito. Veda squadre sul campo delle ONG e centro operativo comunale.

Le domande che ci fanno più spesso

Chi comanda sul posto?
Per il soccorso tecnico urgente i vigili del fuoco, che hanno la direzione tecnico-operativa dell’intervento (art. 10 del Codice). Nelle maxiemergenze da incidente il coordinamento avviene al posto di comando avanzato. L’assistenza alla popolazione resta in capo al Sindaco.
La nostra associazione può intervenire di sua iniziativa?
Il volontariato di protezione civile opera quando viene attivato dall’autorità competente. Chi arriva senza attivazione rischia di intralciare e di non essere coperto dalle tutele previste. Se volete aiutare, contattate il COC o la sala operativa regionale.
Le aziende devono aiutare se richiesto?
Il Codice le annovera tra i soggetti che concorrono alla protezione civile, e nell’emergenza il Sindaco e il Prefetto possono adottare ordinanze. Nella maggior parte dei casi, però, il contributo di un’azienda è regolato da una convenzione firmata prima.
Che differenza c’è tra un evento di tipo b e lo stato di emergenza?
Un evento di tipo b richiede l’intervento coordinato di più enti ed è disciplinato dalle Regioni. Lo stato di emergenza di rilievo nazionale riguarda gli eventi di tipo c: lo delibera il Consiglio dei ministri e consente mezzi e poteri straordinari per al massimo 12 mesi, prorogabili di altri 12.
Esistono vigili del fuoco volontari in Italia?
Sì. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha distaccamenti con personale volontario, e in alcune province autonome operano corpi di vigili del fuoco volontari. Sul posto rispondono comunque alla direzione dell’intervento dei vigili del fuoco.
CORRELATI

Lo provi nella Sua prossima operazione.

L’accesso anticipato è gratuito. Prepariamo con Lei la prima operazione e La seguiamo da vicino durante l’uso.