Checklist per la ricerca di persone scomparse: dalla prima ora alla chiusura delle ricerche
Una checklist pratica per familiari, squadre di ricerca volontarie e chi le coordina. Segue la ricerca di una persona scomparsa in ordine: la denuncia, la prima ora, l’organizzazione dell’area di ricerca, la cura dei volontari e la chiusura corretta delle ricerche. Dove spiega chi fa cosa, segue le regole italiane: la legge 203/2012 e i piani provinciali delle prefetture.
Perché le prime ore decidono la maggior parte delle ricerche
In quasi tutti gli scenari il tempo lavora contro la persona scomparsa. Un anziano con demenza ha sempre più freddo, un bambino si allontana dall’ultimo posto in cui qualcuno l’ha visto, un escursionista ferito ha meno ore di luce. Intanto le tracce svaniscono: la pioggia cancella le impronte, i testimoni dimenticano, la batteria del telefono si scarica.
Le prime ore sono anche il momento in cui una ricerca rischia di più di andare storta per motivi organizzativi. Le persone arrivano più in fretta di quanto qualcuno riesca a fare il briefing, lo stesso sentiero viene percorso quattro volte mentre il fosso accanto non viene mai controllato, e un indizio trovato alle 22:00 arriva al responsabile a mezzanotte. Gran parte di questa checklist serve a evitare queste perdite.
Chi guida la ricerca di una persona scomparsa
In Italia la denuncia si presenta alle forze di polizia o alla polizia locale, che la trasmette subito al presidio di polizia più vicino. La legge 14 novembre 2012, n. 203 non prevede alcun periodo di attesa: chi ha motivo di temere per la vita o l’incolumità della persona può denunciare subito, riceve immediatamente una copia della denuncia e l’ufficio di polizia avvia le ricerche senza indugio, informandone il prefetto.
Il prefetto coinvolge il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e attiva, secondo il caso, enti locali, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sistema di protezione civile e associazioni di volontariato. Le prefetture adottano piani provinciali per la ricerca delle persone scomparse, redatti sulle linee guida diramate dal Commissario nel 2020. In città il coordinamento tecnico spetta di norma alla forza di polizia che ha ricevuto la denuncia; in zona extraurbana, lungo fiumi e laghi ai vigili del fuoco.
Per le ricerche sul terreno il prefetto può nominare una Direzione tecnica dei soccorsi (DTS). La DTS sceglie il Posto di comando avanzato (PCA), dove si presentano tutti i partecipanti, e ne affida la guida a un Responsabile delle operazioni di soccorso (ROS). I vigili del fuoco portano tecnici di topografia applicata al soccorso (TAS) che dividono l’area in zone e raccolgono le tracce GPS delle squadre. In montagna, in grotta e nelle zone impervie la legge 74/2001 affida il coordinamento al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) quando intervengono squadre di enti diversi. I volontari che si presentano spontaneamente devono rivolgersi al PCA, senza mettersi a cercare per conto proprio.
La prima ora
Se manca una persona a Lei vicina
- Controlli in fretta i posti ovvi: casa, giardino, rimesse, auto, vicini, amici, la passeggiata abituale. Senza perderci troppo tempo.
- Chiami il 112 o vada dalle forze di polizia. Non aspetti un certo numero di ore; se la persona è un bambino, un anziano, è malata o a rischio, lo dica subito.
- Trovi una foto recente e scriva com’era vestita, comprese scarpe e colore del cappotto.
- Annoti quando e dove è stata vista l’ultima volta, da chi, e cosa aveva detto o in programma.
- Tenga libero il Suo numero per le chiamate e faccia un elenco di farmaci, patologie e luoghi che la persona frequenta volentieri.
- Resti all’ultimo indirizzo noto o lasci lì qualcuno, nel caso la persona torni.
Coordinatore delle ricerche: primi 60 minuti
- Verifichi chi guida la ricerca e concordi con lui il ruolo della Sua squadra prima che qualcuno parta.
- Segni l’ultima posizione nota e l’ora su una mappa condivisa.
- Avvii un registro: ogni decisione, squadra, compito e ritrovamento con l’ora. Va bene anche la carta, se non funziona altro.
- Mandi prima le squadre rapide nei punti probabili: sentieri, acqua, strade, ripari, luoghi che la persona conosce.
- Se la DTS non ha ancora indicato il posto di comando avanzato, proponga un unico punto di raccolta con parcheggio, un tavolo per la registrazione e un posto per il briefing.
- Concordi un canale radio o un gruppo telefonico, e un modo per richiamare tutti.
- Controlli il meteo, l’ora del tramonto e quanta batteria e luce hanno le prime squadre.
Cosa chiederà la polizia, e perché conta
| INFORMAZIONE | PERCHÉ CONTA |
|---|---|
| Foto recente | Soccorritori, vicini e pubblico riconoscono un volto più in fretta di una descrizione. |
| Abiti e scarpe | Il colore decide quanto la persona è visibile in un bosco; le scarpe dicono quanto lontano può essere arrivata a piedi. |
| Ultimo avvistamento: quando, dove, da chi | Stabilisce il punto di partenza e la distanza che può aver percorso. |
| Salute, farmaci, demenza | Cambia il livello di rischio e il comportamento probabile della persona. |
| Telefono, veicolo, bicicletta | Apre altre piste di indagine e cambia quanto lontano può essere andata. |
| Abitudini e luoghi preferiti | Molte persone scomparse vanno in un posto familiare: una vecchia casa, il luogo di lavoro, una tomba, un belvedere. |
| Umore o fatti recenti | Un litigio, una diagnosi o un lutto possono cambiare la valutazione del rischio. |
| Chi ha già cercato, e dove | Evita controlli ripetuti e mostra quali aree richiedono una ricerca vera e propria. |
Basato sul questionario per la raccolta della denuncia allegato ai piani provinciali delle prefetture, per esempio quello di Brindisi (fonti in fondo).
Impostare l’area di ricerca
Si parte dall’ultima posizione nota e si procede verso l’esterno. I dati pubblicati sul comportamento delle persone disperse, raccolti da molte ricerche reali, mostrano che gruppi diversi si comportano in modo diverso: un escursionista, un bambino e una persona con demenza tendono a percorrere distanze diverse e a scegliere luoghi diversi. Li usi per ordinare le aree per priorità, non per escluderle.
Divida l’area in settori che una squadra può finire in poche ore e usi confini visibili sul terreno: strade, torrenti, piste forestali, margini dei campi. Un settore delimitato da una linea immaginaria verrà battuto fino a una linea diversa da ogni squadra.
Dia a ogni settore un solo responsabile e un solo metodo, e registri quando è stato battuto, da chi, con quale accuratezza e in quali condizioni. «Battuto» di notte sotto una pioggia forte non equivale a «battuto» di giorno.
- Ricerca rapida: squadre piccole e veloci controllano per prime sentieri, edifici, acqua e punti probabili.
- Contenimento: si sorvegliano strade, ponti e sentieri che la persona dovrebbe usare per lasciare l’area.
- Ricerca per area: ricerca sistematica di un settore, in linea o con unità cinofile, dopo la fase rapida.
- Ricerca sugli indizi: un ritrovamento restringe l’area, quindi si ripianifica attorno a esso invece di proseguire come prima.
- Registro della copertura: tracciati o mappe segnate che mostrano cosa è stato davvero coperto, conservati per il turno successivo.
Durante la ricerca
Volontari
- Registri tutti all’arrivo (nome, telefono, competenze, con chi sono venuti) e registri l’uscita quando se ne vanno.
- Faccia il briefing a ogni squadra: descrizione, settore, metodo, sicurezza, come segnalare un ritrovamento, quando rientrare.
- Non mandi mai nessuno da solo. Affianchi i volontari inesperti a qualcuno formato.
- Dia ai volontari spontanei compiti sicuri vicino alla base, se non c’è una squadra formata a cui unirli.
- Faccia ruotare le persone prima che siano sfinite e tenga bevande calde e cibo alla base.
- Tenga informata la famiglia tramite una sola persona designata, lontano dall’area del briefing.
Indizi e ritrovamenti
- Non tocchi e non sposti un indizio. Segni il punto, lo fotografi e registri posizione e ora esatte.
- Protegga il punto dell’ultimo avvistamento e ogni oggetto della persona (auto, vestiti) finché lavorano le unità cinofile molecolari: i piani provinciali chiedono di preservarli fin dalle prime ore.
- Segnali subito il ritrovamento al coordinatore delle ricerche, via radio se il telefono non ha segnale.
- Registri chi l’ha trovato e chi si è avvicinato da allora.
- Ripianifichi la ricerca attorno al ritrovamento invece di limitarsi ad aggiungerlo al registro.
Ogni poche ore
- Aggiorni la mappa: quali settori sono finiti, in corso o da ripassare.
- Scriva un breve rapporto sulla situazione per la DTS e per il turno successivo; il piano della Prefettura di Brindisi, per esempio, prevede una scheda di debriefing giornaliero.
- Controlli meteo, luce e condizioni dei soccorritori.
- Verifichi che ogni squadra partita sia rientrata o si sia fatta sentire.
- Decida con la DTS e con la forza di polizia titolare del caso se allargare, restringere o cambiare la ricerca.
Notte, meteo e sicurezza dei soccorritori
Una squadra di ricerca che perde uno dei suoi ha peggiorato la situazione. Prima del buio si decide quali squadre proseguono e con cosa: lampade frontali, batterie di ricambio, abiti riflettenti, una radio per squadra. Acqua, rocce, cave e terreno ripido di notte sono solo per squadre formate.
Freddo e pioggia accorciano il tempo in cui una persona scomparsa può sopravvivere all’aperto, il che spinge a continuare; rendono però i soccorritori più lenti e meno attenti, il che spinge verso squadre meno numerose e meglio equipaggiate. Questo compromesso spetta a chi guida la ricerca, e va messo per iscritto con le motivazioni.
Chiusura delle ricerche e giorni successivi
Quando la persona viene trovata
- Invii la posizione esatta al coordinatore e chiami il soccorso sanitario se serve.
- Richiami tutte le squadre con un segnale concordato in anticipo e conti tutti al rientro.
- Lasci che siano le forze di polizia a informare la famiglia, salvo accordi diversi.
- Raccolga registro, mappe e tracciati prima che le persone tornino a casa.
- Ringrazi i volontari e comunichi loro l’esito prima che se ne vadano.
Quando la ricerca viene sospesa
- Concordi la decisione e le sue ragioni con la DTS e la prefettura, e la registri.
- Segni quali settori sono stati battuti, con quale accuratezza, e cosa resta.
- Consegni la documentazione, così una ricerca successiva può ripartire da lì.
- Si assicuri che la famiglia sappia chi è d’ora in poi il suo referente.
Nei giorni successivi
- Faccia un breve debriefing: cosa ha funzionato, cosa è stato lento, cosa è mancato.
- Trasformi le conclusioni in azioni concrete con un responsabile.
- Offra supporto ai soccorritori che hanno trovato qualcosa di traumatico.
- Aggiorni l’elenco di allertamento, le attrezzature e il piano di formazione.
Sinkaos tiene mappa condivisa, settori, compiti, tracciati dei soccorritori e ritrovamenti in un unico storico che funziona sui telefoni senza segnale, così il coordinatore vede cosa è stato davvero coperto. Affianca la DTS, il PCA e la radio; non guida la ricerca. Veda Sinkaos per ricerca e soccorso.
Domande
Devo aspettare 24 ore prima di denunciare una scomparsa?
Posso organizzare una ricerca con amici e vicini?
Quanto deve essere grande un settore di ricerca?
Cosa deve portare un volontario?
Chi decide quando finisce una ricerca?
Fonti
- Legge 14 novembre 2012, n. 203, Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse (Normattiva)
- Legge 21 marzo 2001, n. 74, sul Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, art. 1 (Normattiva)
- Prefettura di Brindisi: pianificazione territoriale per la ricerca delle persone scomparse (DTS, PCA, ROS, questionario)
- Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse
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